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Tutto quello che sappiamo su Spaceballs: The New One

Spaceballs The New One, il nuovo film legato all'universo di Balle Spaziali
Spaceballs: The New One arriverà nelle sale americane il 23 aprile 2027, quarant’anni dopo il film originale.

Per quasi quarant’anni è stata soltanto una battuta. Una di quelle battute che finiscono per sopravvivere al film stesso: Spaceballs 2: The Search for More Money. La ricerca di altri soldi. Mel Brooks la inserì nel 1987 per prendere in giro Hollywood, la sua incapacità di rinunciare ai franchise e l’inesauribile sete di merchandising. Nessuno poteva immaginare che, nel 2027, quella stessa Hollywood gli avrebbe dato ragione.

Il 23 aprile 2027 arriverà infatti nelle sale americane Spaceballs: The New One, sequel ufficiale di Balle Spaziali, distribuito da Amazon MGM Studios. Una data simbolica: quarant’anni dopo il film originale, con il vecchio Sforzo pronto a rimettersi in moto e il lato posteriore della comicità di nuovo pericolosamente attivo.

Ma ciò che rende davvero straordinario questo annuncio è un nome: Mel Brooks. L’autore di Mezzogiorno e mezzo di fuoco e Frankenstein Junior è tornato a lavorare sul proprio universo fantascientifico dopo aver compiuto cento anni il 28 giugno 2026.

“Può esistere un film di Mel Brooks senza essere diretto e scritto da Mel Brooks?”

È questa la domanda che accompagnerà Spaceballs: The New One fino al giorno dell’uscita. Brooks torna come produttore e interprete, ma la regia è affidata a Josh Greenbaum e la sceneggiatura a Josh Gad, Dan Hernandez e Benji Samit. Per la prima volta, il suo universo viene consegnato davvero a una nuova generazione.

Una scena di Balle Spaziali del 1987
Balle Spaziali nel 1987: una parodia di Star Wars che il tempo avrebbe trasformato in un culto generazionale.

Da cult di nicchia a fenomeno generazionale

Quando uscì nel 1987, Balle Spaziali non fu il più grande successo della filmografia di Brooks. Il regista veniva da una straordinaria sequenza di opere che avevano ridefinito la commedia americana e il pubblico si trovò davanti a una parodia di Star Wars che sembrava quasi troppo particolare, troppo autoreferenziale e troppo stupida nel modo giusto per diventare immediatamente un classico.

Il tempo, però, fu generoso. Videocassette, televisioni private, DVD e Internet trasformarono il film in un piccolo monumento della cultura pop. Dark Helmet divenne una caricatura immortale di Darth Vader. Yogurt entrò nell’immaginario collettivo. E intere generazioni impararono che “Che lo Sforzo sia con te” poteva essere divertente quanto la frase originale.

Guardato oggi, Balle Spaziali appare quasi profetico. La sua satira del merchandising, dei sequel e dell’avidità degli studios è diventata il normale funzionamento del cinema contemporaneo. Brooks prendeva in giro l’industria prima ancora che l’industria trovasse il modo di trasformare la presa in giro in un piano industriale.

Perché “The New One”?

Per anni i fan hanno dato per scontato che un eventuale seguito si sarebbe chiamato The Search for More Money. Invece il titolo scelto è stato Spaceballs: The New One.

È una scelta perfettamente in linea con lo spirito dell’originale: volutamente generica, autoironica e quasi provocatoria. In un’epoca popolata da “l’alba di”, “il destino di”, “la vendetta di” e “la fine di”, Brooks e i suoi collaboratori hanno scelto qualcosa che suona come una didascalia messa lì all’ultimo momento: quello nuovo.

Alla presentazione ufficiale, Brooks ha spiegato che il film non si intitola più The Search for More Money perché i soldi li avrebbe già trovati. Una battuta, naturalmente. Ma anche un perfetto riassunto di quarant’anni di Hollywood.

Quello che sappiamo ufficialmente

  • Uscita americana: 23 aprile 2027.
  • Regia: Josh Greenbaum.
  • Sceneggiatura: Josh Gad, Dan Hernandez e Benji Samit.
  • Produzione: Mel Brooks, Josh Gad, Josh Greenbaum, Brian Grazer e altri produttori legati a Brooksfilms e Imagine Entertainment.
  • Cast storico: Mel Brooks, Rick Moranis, Bill Pullman, Daphne Zuniga e George Wyner.
  • Nuovi ingressi: Josh Gad, Keke Palmer, Lewis Pullman e Anthony Carrigan.
Rick Moranis nei panni di Dark Helmet
Rick Moranis torna nei panni di Dark Helmet: uno dei rientri più attesi della commedia americana.

Chi torna davvero?

Il cast storico rappresenta una delle principali ragioni di entusiasmo. Sono confermati Mel Brooks come Yogurt, Rick Moranis come Dark Helmet, Bill Pullman come Lone Starr, Daphne Zuniga come Princess Vespa e George Wyner come Colonel Sandurz.

Il ritorno più sorprendente è probabilmente quello di Rick Moranis. L’attore si è progressivamente allontanato da Hollywood negli anni Novanta per dedicarsi alla famiglia, diventando nel frattempo una figura quasi mitologica per gli appassionati di commedia americana.

Rivederlo con il casco più sproporzionato della storia del cinema significa riportare sullo schermo un pezzo irripetibile degli anni Ottanta. E significa soprattutto che il progetto ha convinto una persona che da molto tempo non aveva più alcun bisogno di essere convinta da Hollywood.

“Il vero evento non è il ritorno di Dark Helmet. È che Rick Moranis abbia accettato di rimetterselo in testa.”

Accanto ai veterani arriveranno nuovi personaggi. Lewis Pullman, figlio di Bill, interpreterà Starburst, mentre Keke Palmer sarà Destiny. L’operazione sembra quindi guardare al modello dei grandi sequel generazionali: vecchi eroi, nuovi eredi e una galassia pronta a essere nuovamente saccheggiata.

Le grandi assenze

Quarant’anni sono tanti. E ci sono assenze che peseranno inevitabilmente. La più importante è quella di John Candy, l’indimenticabile Barf, scomparso nel 1994.

È difficile immaginare che il nuovo film non trovi il modo di rendergli omaggio. Candy non era soltanto un membro del cast: era una delle grandi presenze fisiche e affettive della commedia americana degli anni Ottanta. Riempiva lo schermo senza mai schiacciare gli altri, qualità rarissima persino tra i comici migliori.

In fondo, uno dei temi inevitabili di Spaceballs: The New One sarà proprio il passare del tempo. Non un difetto da nascondere sotto il trucco digitale, ma la materia stessa del film.

Chi dirige il film?

La regia è stata affidata a Josh Greenbaum, autore di Barb and Star Go to Vista Del Mar e Strays. Greenbaum ha costruito la propria carriera alternando documentari e commedie dal gusto surreale, dimostrando una particolare sensibilità per l’assurdo.

È la scelta giusta? È impossibile dirlo oggi. Ma la logica è evidente: nessuno può essere Mel Brooks. Tanto vale evitare di cercarne un imitatore.

La vera sfida sarà catturare lo spirito dell’originale senza trasformarlo in un esercizio di nostalgia. Non basta rimettere in scena battute, costumi e personaggi. Bisogna ritrovare la libertà anarchica con cui Brooks prendeva a martellate il cinema che amava.

Un film di Mel Brooks senza Mel Brooks

Per tutta la sua carriera, Brooks è stato un autore a tutto tondo. I suoi film portavano il suo nome non soltanto come regista, ma anche come sceneggiatore. Frankenstein Junior fu scritto insieme a Gene Wilder. Mezzogiorno e mezzo di fuoco portava la sua firma. Lo stesso vale per Per favore, non toccate le vecchiette e per gran parte della sua produzione.

Questa volta, però, Brooks non figura tra gli sceneggiatori accreditati. È un dettaglio che non può essere ignorato.

Nessuno pretende che un uomo di cento anni affronti la realizzazione quotidiana di un blockbuster contemporaneo. Ma è giusto sottolineare che Spaceballs: The New One rappresenta qualcosa di assolutamente nuovo: il tentativo di tramandare la comicità di Mel Brooks senza affidarne direttamente tutte le chiavi al suo creatore.

Il cast di Spaceballs The New One
Vecchi protagonisti e nuovi arrivi: il film dovrà far convivere memoria, eredità e parodia contemporanea.

Chi scrive il nuovo Spaceballs?

La sceneggiatura è firmata da Josh Gad, Dan Hernandez e Benji Samit. Gad, oltre a essere coinvolto come attore e produttore, è stato uno dei principali promotori del progetto. Hernandez e Samit hanno invece lavorato a titoli come Pokémon Detective Pikachu e Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutant Mayhem.

Nessuno di loro proviene direttamente dalla scuola di Brooks. Ed è probabilmente questa la scommessa più interessante del film. La loro missione non è scrivere come Mel Brooks nel 1974. È capire come potrebbe parlare Mel Brooks nel 2027.

Di cosa rideremo questa volta?

Il primo film prendeva di mira Star Wars, Star Trek e la cultura pop degli anni Ottanta. Oggi i bersagli sembrano infiniti: multiversi, reboot, universi condivisi, streaming, nostalgia industriale e intelligenza artificiale.

Il nuovo film potrebbe ridere anche del proprio statuto di sequel tardivo, prodotto da un colosso che ha acquistato MGM e riaperto il caveau delle proprietà intellettuali. Sarebbe perfettamente brooksiano: mordere la mano che finanzia il film mentre quella mano continua a firmare assegni.

Se il primo Spaceballs raccontava il futuro, il secondo potrebbe finire per raccontare il nostro presente. Un presente nel quale la battuta “la ricerca di altri soldi” non è più soltanto una battuta: è un modello di business.

“Il problema non è fare un sequel quarant’anni dopo. Il problema è capire se il sequel saprà ridere del fatto di esistere.”

È qui che si gioca tutto. Un film del genere non può limitarsi a essere affettuoso, corretto o rispettoso. Deve essere irriverente anche nei confronti della propria nostalgia. Altrimenti avrà tradito la lezione del film originale proprio mentre cerca di celebrarla.

La domanda finale

Negli ultimi vent’anni la grande parodia cinematografica è quasi scomparsa. Per questo motivo, Spaceballs: The New One è molto più di un sequel. È un test.

Ci dirà se esiste ancora uno spazio per una comicità intelligente, irriverente e profondamente cinefila. E ci ricorderà che, a volte, il modo migliore per celebrare un autore non è conservarlo sotto vetro, ma permettergli di ridere ancora una volta del mondo che lo circonda.

E se qualcuno può riuscirci a centouno anni, quel qualcuno è Mel Brooks.

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