Rick Moranis: «Tornare è stata la migliore decisione della mia vita»
Per anni il ritorno di Rick Moranis è stato trattato come uno di quei fenomeni che la scienza considera teoricamente possibili, ma che nessuno si aspetta davvero di osservare. Poi, al Comic-Con di San Diego, il casco gigantesco di Dark Helmet è ricomparso tra il pubblico. Quando Moranis lo ha sollevato, la Hall H si è alzata in piedi.
La standing ovation non salutava soltanto un personaggio amatissimo. Celebrava uno degli attori comici più assenti e più rimpianti di Hollywood, tornato davanti a una platea per presentare Spaceballs: The New One, il seguito di Balle Spaziali atteso nelle sale americane il 23 aprile 2027.
«Tornare è stata la migliore decisione della mia vita».
Moranis ha raccontato che le prime conversazioni con Mel Brooks su un possibile seguito risalivano addirittura al 1989. Questa volta, però, il momento, il gruppo e soprattutto l’insistenza di Josh Gad hanno fatto la differenza. L’attore ha scherzato sul proprio ritiro — «stavo solo negoziando» — ma ha anche descritto il ritorno come qualcosa di familiare e sorprendentemente naturale.
Il ritorno che sembrava impossibile
Moranis si era progressivamente allontanato dal cinema alla fine degli anni Novanta per occuparsi dei figli dopo la morte della moglie. Non aveva smesso del tutto di lavorare, ma aveva rinunciato alla macchina hollywoodiana, alle promozioni, ai set e a quel tipo di celebrità che pretende una presenza continua anche quando non si ha più nulla da dire.
Per questo la sua apparizione al Comic-Con ha avuto un peso che supera la nostalgia. Dark Helmet non è soltanto tornato in scena: Rick Moranis ha scelto di esserci. E in un’industria abituata a riesumare personaggi senza preoccuparsi troppo degli attori che li avevano resi memorabili, la differenza è sostanziale.
L’ingresso è stato costruito come una gag di Balle Spaziali. Alcuni soldati hanno attraversato il pubblico usando un pettine enorme per “setacciare” la sala; Moranis era nascosto tra gli spettatori sotto il casco sproporzionato di Lord Casco Nero. Prima ancora di mostrare un fotogramma del film, il panel aveva già ritrovato il tono giusto.
Una famiglia passata attraverso il tempo
Moranis ha definito l’esperienza «molto strana», quasi un salto temporale. Quando girò il primo film aveva poco più di trent’anni; oggi alcuni dei nuovi interpreti hanno l’età che aveva lui allora. È uno dei temi inevitabili del progetto: non fingere che quarant’anni non siano trascorsi, ma trasformarli nella materia della commedia.
Il film riunisce Mel Brooks, Rick Moranis, Bill Pullman, Daphne Zuniga e George Wyner, accanto a Josh Gad, Keke Palmer, Lewis Pullman e Anthony Carrigan. Gad interpreterà un nuovo “mawg”, creatura metà uomo e metà cane, ma ha precisato che il personaggio non sostituirà Barf, l’indimenticabile ruolo di John Candy.
Le novità arrivate dal Comic-Con
- Rick Moranis è apparso in pubblico nei panni di Dark Helmet ed è stato accolto da una standing ovation.
- Mel Brooks, assente dalla sala, ha partecipato con un videomessaggio.
- Il pubblico ha visto un primo montaggio di immagini dal set e materiale promozionale del film.
- La nuova satira prenderà di mira anche cinecomic, multiversi e universi cinematografici infiniti.
- Josh Gad ha confermato che il suo personaggio omaggerà John Candy senza tentare di sostituirlo.
Mel Brooks debutta al Comic-Con a cento anni
Mel Brooks non era presente fisicamente, ma ha partecipato attraverso un videomessaggio. A cento anni ha così compiuto il proprio esordio al Comic-Con, naturalmente senza rinunciare alla battuta: si è scusato per l’assenza spiegando di essere impegnato sul pavimento della convention alla ricerca di una rara carta di Charizard.
Il dettaglio dice molto sul tipo di operazione che Spaceballs: The New One vuole essere. Brooks non viene esibito come una reliquia da celebrare in silenzio: continua a comportarsi come il sabotatore ufficiale dell’evento. Anche a distanza, anche attraverso uno schermo, entra nella liturgia promozionale soltanto per prenderla in giro.
“Il primo Spaceballs prendeva in giro una saga. Quello nuovo deve affrontare un’intera industria costruita come una saga.”
I nuovi bersagli dello Sforzo
Le immagini mostrate a San Diego suggeriscono che il film non si limiterà a riportare in scena le vecchie parodie di Star Wars. Il bersaglio si è allargato: Marvel, Avatar, i multiversi, i reboot e la costruzione ossessiva di universi cinematografici sembrano destinati a finire sotto il raggio laser di Brooks e compagni.
Il panel stesso si è chiuso con una presa in giro delle presentazioni dei grandi franchise supereroistici: l’annuncio della fantomatica The Almighty Schwartz Saga, una proliferazione di titoli, capitoli e diramazioni pensata per trasformare anche lo Sforzo in un piano industriale pluriennale.
È il terreno ideale per un nuovo Spaceballs. Nel 1987 Brooks rideva del merchandising e dei sequel prima che diventassero la religione ufficiale di Hollywood. Oggi può osservare un’industria che ha trasformato ogni film in un’anticipazione del film successivo e ogni personaggio in una filiale potenziale dell’universo narrativo centrale.
Dal dubbio all’evento
Fino a pochi giorni fa Spaceballs: The New One poteva ancora sembrare soprattutto un’operazione nostalgia: un titolo amatissimo, un cast storico e la promessa di rivedere Mel Brooks e Rick Moranis nello stesso universo. Il Comic-Con ha cambiato la percezione del progetto. Il film ha mostrato di avere un tono, un bersaglio e soprattutto un centro emotivo.
Quel centro è Moranis. Non perché gli altri ritorni contino meno, ma perché il suo sì vale più di qualunque teaser. È la conferma che il progetto non si è limitato a convocare i superstiti: ha convinto l’uomo che Hollywood non era riuscita a convincere per quasi trent’anni.
Per ricostruire cast, data d’uscita e tutto ciò che era noto prima del panel, si può leggere il precedente approfondimento di Sagoma Magazine: Tutto quello che sappiamo su Spaceballs: The New One. Il resoconto della standing ovation e dell’ingresso di Moranis è stato pubblicato anche dall’Associated Press.
Quarant’anni dopo, la vecchia battuta sulla “ricerca di altri soldi” è finalmente diventata un film. Ma la notizia più importante arrivata da San Diego è un’altra: Rick Moranis sembra felice di essere tornato. Per una volta, persino Hollywood ha saputo aspettare la risposta giusta.
Approfondisci con Sagoma editore
Frankenstein Junior. Memorie dal set e altre quisquilie
Mel Brooks ricostruisce la nascita del capolavoro scritto con Gene Wilder, tra ricordi, fotografie e retroscena dal set.
Marty Feldman, vita di una leggenda
La biografia dell’attore, autore e comico che con Mel Brooks trasformò Igor in una delle figure più amate della commedia cinematografica.

