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Super Market

Locandina della serie Super Market su Prime Video
La locandina ufficiale di Super Market.
Il giudizio di Sagoma
★★★☆☆
7/10
Una comedy piacevole e ben interpretata, dominata da un sontuoso Alessandro Betti, che avrebbe però meritato una scrittura più ricca e coraggiosa.

Scheda

Titolo Super Market Ideazione, scrittura e regia Il Terzo Segreto di Satira Cast Alessandro Betti, Katia Follesa, Marta Zoboli, Francesco Arienzo, Tommaso Cassissa, Gaia Bavaro, Davide Calgaro, Martina Bonan, Walter Leonardi, Valerio Airò Genere Commedia, workplace comedy Paese Italia Anno 2026 Episodi 6 Durata Circa 30 minuti a episodio Produzione Banijay Italia in collaborazione con Prime Video Disponibilità Dal 17 luglio 2026 Dove vederla Prime Video

Il difetto di Super Market è forse il più frustrante possibile: non essere una serie mediocre, ma una buona serie che lascia continuamente intuire di poter diventare molto di più. L’ambientazione è fertile, il cast è notevole e i personaggi hanno abbastanza carattere per sostenere una vera comedy corale. Quello che manca è una scrittura capace di far esplodere davvero tutte queste possibilità.

La serie, disponibile su Prime Video, racconta il caotico supermercato Eury, nella periferia milanese, minacciato dalla chiusura e abitato da un gruppo di dipendenti che ha ormai trasformato il luogo di lavoro in una seconda casa. L’arrivo del giovane stagista Edoardo offre il punto d’ingresso nel microcosmo, mentre il direttore Enrico prova a salvare il negozio con idee tanto ambiziose quanto discutibili.

L’impianto è quello della workplace comedy: uno spazio chiuso, una gerarchia fragile, colleghi costretti a convivere e una clientela pronta a trasformare ogni giornata in una piccola catastrofe. È difficile non pensare a The Office, probabile riferimento ambizioso della serie e oggetto del volume Sagoma Sotto la scrivania, anche se qui mancano il cinismo, la crudeltà e la precisione chirurgica del modello americano (non nomino neppure quello inglese).

Super Market ha il cast, l’ambientazione e i personaggi di una grande comedy. A mancare, troppo spesso, è qualcosa che li costringa davvero a diventarlo.

Il problema principale è infatti la sceneggiatura. In sei episodi succede relativamente poco e molte situazioni sembrano fermarsi proprio quando potrebbero prendere una direzione più audace. Le premesse vengono impostate con chiarezza, i personaggi sono riconoscibili e il tono resta gradevole, ma raramente si ha la sensazione che dietro gli scaffali si nasconda il terzo segreto di Satira.

Considerando che la serie è scritta e diretta proprio dal collettivo Il Terzo Segreto di Satira, era lecito aspettarsi un’ironia sociale più affilata e un’osservazione più feroce del lavoro precario, delle gerarchie aziendali, delle promozioni commerciali e delle liturgie del consumo. Questi elementi ci sono, ma rimangono spesso sullo sfondo, appena sfiorati, come prodotti osservati dalla corsia senza essere messi nel carrello.

La narrazione procede così in una zona confortevole: non annoia, strappa diversi sorrisi e conserva una leggerezza autentica, ma raramente sorprende. Il supermercato, che potrebbe diventare un laboratorio quasi inesauribile di nevrosi, rivalità, desideri e assurdità contemporanee, resta un ambiente più simpatico che realmente esplosivo.

Eppure Super Market funziona abbastanza da farsi seguire con piacere, soprattutto grazie a un cast nettamente superiore alla scrittura che gli viene affidata. È proprio questa qualità interpretativa a impedire alla serie di scivolare nella semplice innocuità e a lasciare aperta la possibilità di una crescita futura.

Sugli scudi:

Alessandro Betti è il mattatore assoluto. Il suo Enrico è megalomane, insicuro, infantile e disperatamente bisognoso di approvazione. Betti lo interpreta con una precisione comica sontuosa, riuscendo a renderlo ridicolo senza trasformarlo in una macchietta. Ogni volta che entra in scena, la serie cambia temperatura.

Marta Zoboli conferma mestiere, controllo e precisione. La sua Anita funziona bene come contrappeso al disordine generale e trova una buona intesa con Francesco Arienzo, anche se la dinamica sentimentale rischia talvolta di procedere per automatismi.

Davide Calgaro si conferma uno dei volti più naturali della sua generazione. Il suo Filippo non ha sempre il materiale migliore, ma Calgaro possiede misura, ritmo e una credibilità immediata che gli permettono di valorizzare anche le scene più semplici.

Walter Leonardi è un valore aggiunto. Il suo Max, clochard filosofo all’ingresso del supermercato, vive sul confine fra assurdo e malinconia. Leonardi ha l’intelligenza di non spingere mai il personaggio oltre il necessario e dimostra ancora una volta di essere uno dei caratteristi più affidabili della comicità italiana contemporanea.

Valerio Airò è molto efficace nel ruolo del vigilante Luca. Ha una presenza scenica precisa, un’energia comica immediata e la capacità di ritagliarsi momenti significativi anche quando la sceneggiatura gli concede poco spazio. Anche nel suo caso resta la sensazione di un potenziale solo parzialmente utilizzato.

È proprio osservando l’intero gruppo che emerge il rimpianto maggiore. Con Betti, Leonardi, Calgaro, Airò, Follesa, Zoboli e Arienzo a disposizione, era lecito attendersi una serie capace prima o poi di perdere completamente il controllo. Super Market, invece, preferisce quasi sempre rimanere in una confortante fascia di temperatura narrativa.

Questo non significa che la visione sia deludente. Al contrario, i sei episodi scorrono bene, i personaggi diventano rapidamente familiari e il tono complessivo è genuinamente piacevole. Il voto positivo nasce proprio da qui: dalla sensazione di aver trascorso qualche ora in buona compagnia, anche senza incontrare molte scene destinate a rimanere davvero impresse.

Il 7 non premia quindi soltanto ciò che la prima stagione ha già realizzato, ma anche ciò che lascia intravedere. Il microcosmo di Eury funziona, i personaggi possono crescere e il cast ha ampiamente dimostrato di saper sostenere l’operazione. Per questo una seconda stagione merita fiducia.

Servirebbe però una scrittura più coraggiosa, capace di aumentare il conflitto, rendere più incisiva la satira e mettere finalmente gli interpreti nelle condizioni di sorprendere. Se Prime Video deciderà di riaprire le serrande, il consiglio è uno soltanto: lasciare che questo supermercato diventi finalmente il posto folle che promette di essere fin dal primo episodio.

Alessandro Betti, davvero in gran spolvero, con Airò, anche lui tra i migliori del cast
Alessandro Betti, davvero in gran spolvero, con Airò, anche lui tra i migliori del cast

Guarda il trailer ufficiale

Perché vederla

  • Per un Alessandro Betti in forma sontuosa.
  • Per un cast corale ricco di ottimi interpreti.
  • Per una comedy leggera, piacevole e facilmente fruibile.

Potrebbe non piacerti se…

  • Cerchi una sceneggiatura densa di eventi.
  • Ti aspetti una satira sociale particolarmente feroce.
  • Vuoi una workplace comedy capace di rischiare davvero.

Il cruscotto della comicità

Risate ★★★☆☆ Intelligenza ★★★☆☆ Originalità ★★★☆☆ Scrittura ★★☆☆☆ Interpretazioni ★★★★☆ Potenziale ★★★★☆

Voto finale: 7/10

Super Market è una comedy piacevole, ben confezionata e sostenuta da un cast di livello, con un Alessandro Betti straordinario. La scrittura resta però troppo prudente e lascia spesso inesplorate le possibilità offerte dall’ambientazione e dai personaggi. Una seconda stagione è auspicabile, a condizione che abbia il coraggio di riempire davvero il carrello.