Le 10 migliori commedie americane degli anni ’40 oggi dimenticate
Tre titoli della selezione: The More the Merrier, The Miracle of Morgan’s Creek e The Bachelor and the Bobby-Soxer. Immagini promozionali d’epoca.
Negli anni Quaranta Hollywood affinò la commedia fino a trasformarla in un congegno quasi perfetto. La guerra, il ritorno dei soldati, la crisi degli alloggi, i nuovi rapporti tra uomini e donne e le contraddizioni della provincia americana entrarono nei film senza spegnerne la leggerezza. Dietro gli equivoci, le porte sbattute e i dialoghi velocissimi si nascondeva spesso un ritratto lucidissimo del Paese.
Alcuni capolavori di quel decennio sono rimasti stabilmente nel canone. Altri, pur celebrati all’uscita, candidati agli Oscar o firmati da registi fondamentali, sono diventati difficili da vedere, poco programmati e quasi assenti dal discorso corrente sul cinema classico. “Dimenticati”, dunque, non perché privi di estimatori, ma perché sottratti alla normale circolazione culturale.
La selezione privilegia opere ancora godibilissime e capaci di rappresentare forme diverse del comico: screwball, satira politica, commedia romantica, parodia in costume, farsa militare e umorismo sportivo. Due titoli inizialmente previsti, Fancy Pants e Riding High, sono stati esclusi perché usciti nel 1950 e appartengono quindi al successivo capitolo della rubrica.
Più siamo, meglio è
The More the MerrierLa storia
Nella Washington congestionata dagli arrivi legati alla guerra, Connie Milligan decide di affittare metà del proprio appartamento. L’intraprendente Benjamin Dingle occupa la stanza e, senza chiederle il permesso, ne cede una parte al giovane Joe Carter. La convivenza obbligata trasforma così un problema abitativo in una commedia di attrazioni trattenute, regole domestiche e intrusioni sentimentali.
Perché è stato dimenticato
È rimasto in una zona d’ombra tra la screwball comedy degli anni Trenta e la commedia romantica del dopoguerra. Anche il suo contesto — la crisi degli alloggi nella capitale americana durante il conflitto — oggi è meno immediato, e George Stevens viene ricordato soprattutto per i drammi della maturità. Il risultato è che una delle sue commedie più raffinate viene citata molto meno di quanto meriterebbe.
Perché merita di essere riscoperto
La regia usa pareti sottili, porte, orari e distanze minime come strumenti comici. Jean Arthur dà al personaggio una fragilità nervosa e modernissima; Joel McCrea le offre una controparte sobria, mentre Charles Coburn agisce come un Cupido invadente e irresistibile. La sensualità nasce da ciò che il film suggerisce, non da ciò che mostra, e proprio per questo conserva una forza sorprendente.
Curiosità
Charles Coburn vinse l’Oscar come miglior attore non protagonista. Il film ottenne complessivamente sei candidature e fu rifatto nel 1966 con Walk, Don’t Run, ultima interpretazione cinematografica di Cary Grant.
Evviva il nostro eroe
Hail the Conquering HeroLa storia
Woodrow Truesmith, figlio di un eroe della Prima guerra mondiale, viene congedato dai Marines per una grave allergia. Troppo mortificato per tornare a casa, lascia credere alla madre di essere al fronte. Un gruppo di soldati lo accompagna al paese e, per proteggerlo, gli costruisce un passato eroico. La menzogna cresce fino a trasformarlo nel candidato ideale per la politica locale.
Perché è stato dimenticato
La satira del patriottismo e della fabbricazione degli eroi è più corrosiva di quanto faccia pensare la superficie farsesca. Il film è rimasto all’ombra di altri titoli di Preston Sturges, più frequentemente riproposti e studiati, e il suo umorismo politico ha forse contribuito a renderlo meno rassicurante per le programmazioni celebrative.
Perché merita di essere riscoperto
Sturges osserva una comunità affamata di simboli e pronta a trasformare un equivoco in una carriera pubblica. Eddie Bracken costruisce un protagonista fragile e onesto, trascinato da una reputazione che non sa controllare. Il coro dei caratteristi, guidato da William Demarest, rende il paese un organismo comico collettivo: rumoroso, opportunista, ingenuo e, a tratti, sinceramente generoso.
Curiosità
Nel 1944 Sturges ricevette due candidature all’Oscar per la sceneggiatura originale: una per questo film e una per The Miracle of Morgan’s Creek.
La grande commedia non evade dalla Storia: la osserva da un’angolazione dalla quale le contraddizioni diventano impossibili da nascondere.
Nel 1944 Preston Sturges realizzò due film capaci di sfidare, con strumenti comici, il conformismo morale e la retorica patriottica del loro tempo. Entrambi superarono ostacoli produttivi e censori senza rinunciare alla propria irriverenza.
Il miracolo del villaggio
The Miracle of Morgan’s CreekLa storia
Dopo una festa di addio per i soldati, Trudy Kockenlocker si risveglia con ricordi confusi e la sensazione di aver sposato un militare del quale non conosce con certezza neppure il nome. Quando scopre di essere incinta, il timido Norval Jones tenta di salvarla dallo scandalo. Da quel momento travestimenti, arresti e malintesi si accumulano fino a travolgere l’intera cittadina.
Perché è stato dimenticato
Il film dipende da allusioni che nel 1944 erano esplosive e che oggi rischiano di apparire nascoste dietro un linguaggio prudente. La sua audacia morale è stata spesso ridotta a curiosità censoria, mentre la circolazione irregolare lo ha confinato per anni tra i titoli conosciuti soprattutto dagli appassionati di Sturges.
Perché merita di essere riscoperto
È una delle dimostrazioni più brillanti di come la commedia potesse aggirare il Codice Hays senza perdere chiarezza. Betty Hutton imprime alla storia una velocità quasi musicale; Eddie Bracken è un martire comico memorabile e William Demarest dà vita a un padre esasperato, autoritario e impotente davanti al caos. Più il tema diventa delicato, più il film accelera.
Curiosità
La sceneggiatura ottenne una candidatura all’Oscar. Il finale richiama personaggi di un precedente film di Sturges, creando un piccolo gioco di continuità interna raro per l’epoca.
Il sergente e la signora
Christmas in ConnecticutLa storia
Elizabeth Lane è una celebre firma di cucina che racconta ai lettori la propria vita perfetta in una fattoria del Connecticut. In realtà vive sola a New York, non sa cucinare e deve le ricette all’amico Felix. Quando l’editore le impone di ospitare un reduce per Natale, Elizabeth è costretta a costruire in pochi giorni la famiglia, la casa e il personaggio che ha inventato sulla carta.
Perché è stato dimenticato
È sopravvissuto soprattutto come film natalizio, un’etichetta che spesso ne ha ridotto la considerazione critica. In Italia ha avuto una circolazione discontinua e meno visibile rispetto alle commedie più celebri di Barbara Stanwyck, finendo per essere ricordato quasi soltanto nelle programmazioni stagionali.
Perché merita di essere riscoperto
Molto prima dei social, il film racconta una donna intrappolata nell’identità pubblica che ha creato. Stanwyck passa dall’autorità professionale al panico domestico con precisione assoluta; Sydney Greenstreet incombe come un editore bonario e spietato, mentre S. Z. Sakall ruba la scena nei panni del vero cuoco. Il meccanismo degli equivoci è classico, ma il tema è sorprendentemente contemporaneo.
Curiosità
Barbara Stanwyck subentrò a Bette Davis, inizialmente annunciata come protagonista. Nel 1991 il film ebbe un rifacimento televisivo diretto da Arnold Schwarzenegger.
Monsieur Beaucaire
Monsieur BeaucaireLa storia
Un barbiere della corte di Luigi XV viene scambiato per un nobile spagnolo e spedito in missione diplomatica. Per sopravvivere deve fingere coraggio, destreggiarsi tra complotti e corteggiamenti e affrontare duelli per i quali non possiede alcuna preparazione. Ogni tentativo di apparire all’altezza del ruolo rende la sua posizione ancora più pericolosa.
Perché è stato dimenticato
Le parodie in costume di Bob Hope sono molto meno ricordate dei film della serie Road to… con Bing Crosby. A complicare la memoria del titolo c’è anche il celebre adattamento muto con Rodolfo Valentino, che ha spesso relegato questa versione comica a semplice nota laterale.
Perché merita di essere riscoperto
Hope porta nel Settecento il proprio personaggio abituale: vanitoso, opportunista, terrorizzato e rapidissimo nel commentare il pericolo mentre cerca una via di fuga. George Marshall conserva scenografie, costumi e ritmo del film d’avventura, permettendo al protagonista di sabotarlo dall’interno. La parodia funziona proprio perché il mondo che prende in giro resta credibile e sontuoso.
Curiosità
Il film deriva dal romanzo di Booth Tarkington, già portato sullo schermo nel 1924. La sceneggiatura è firmata da Norman Panama e Melvin Frank.
Nel cinema classico la parodia funzionava meglio quando il mondo preso in giro conservava tutta la propria eleganza.
Monsieur Beaucaire e A Southern Yankee non risparmiano i rispettivi generi, ma non li realizzano al ribasso: costumi, scenografie e scene d’azione sono abbastanza credibili da rendere più efficace l’intrusione del comico.
L’intraprendente signor Dick
The Bachelor and the Bobby-SoxerLa storia
La studentessa Susan Turner si innamora del pittore e conferenziere Richard Nugent. Quando viene trovata di notte nel suo appartamento, la sorella maggiore Margaret, giudice, impone all’uomo di frequentarla finché l’infatuazione non sarà passata. Nugent decide allora di comportarsi come un adolescente per apparire meno desiderabile, ottenendo naturalmente l’effetto opposto.
Perché è stato dimenticato
La presenza di Shirley Temple adulta ha fatto considerare il film, per molto tempo, una semplice curiosità nella sua carriera. Anche il titolo originale, legato alla cultura delle bobby-soxer, ha perso l’immediatezza che aveva per il pubblico del dopoguerra.
Perché merita di essere riscoperto
Cary Grant accetta di apparire ridicolo senza perdere eleganza e offre una lezione di comicità fisica. Myrna Loy dà autorità e ironia alla figura del giudice, mentre Temple usa la propria immagine di ex bambina prodigio come motore della storia. Il film gioca con le differenze generazionali senza ridurre nessuno dei personaggi a una caricatura.
Curiosità
Sidney Sheldon vinse l’Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Il titolo di lavorazione era Suddenly It’s Spring.
A Southern Yankee
A Southern YankeeLa storia
Durante la Guerra civile americana, il maldestro Aubrey Filmore lavora come fattorino in un albergo e sogna di diventare detective. Coinvolto nello spionaggio unionista, assume identità sempre più improbabili e finisce dietro le linee confederate. Ogni tentativo di dimostrare il proprio valore aumenta il rischio di essere smascherato.
Perché è stato dimenticato
Red Skelton fu una celebrità enorme negli Stati Uniti, ma non ha conservato in Italia una notorietà paragonabile a quella di altri comici americani. Il film appartiene inoltre a una tradizione di farsa sulla Guerra civile oggi poco frequentata e più difficile da riproporre senza contestualizzazione.
Perché merita di essere riscoperto
Skelton usa il corpo come una macchina fuori controllo: inciampa, posa da eroe e abbandona ogni coraggio appena compare un pericolo reale. La cornice di spionaggio offre una struttura solida alla successione di gag, mentre gli altri interpreti trattano l’avventura con sufficiente serietà da rendere ancora più efficace l’intrusione del comico.
Curiosità
Buster Keaton lavorò alla MGM negli anni Quaranta come consulente e gagman, e la precisione di alcune sequenze fisiche del film viene spesso collegata alla sua influenza.
Accadde in primavera
It Happens Every SpringLa storia
Vernon Simpson, professore di chimica e appassionato di baseball, scopre per caso una sostanza che respinge il legno. Applicata a una palla, la rende praticamente impossibile da colpire con una mazza. Sotto falso nome entra in una squadra professionistica e diventa un lanciatore imbattibile, ma il successo mette presto in crisi il segreto, la carriera accademica e la vita privata.
Perché è stato dimenticato
Le commedie sul baseball viaggiano con difficoltà fuori dagli Stati Uniti e molti dei loro codici restano poco familiari al pubblico italiano. Il film è rimasto così ai margini sia del canone sportivo sia di quello fantastico, nonostante la brillantezza della premessa.
Perché merita di essere riscoperto
La trovata scientifica è trattata con disciplina: una sola invenzione altera le regole del gioco e produce conseguenze sempre più complicate. Ray Milland rende credibile il professore diviso tra laboratorio e stadio; Paul Douglas aggiunge umanità nei panni del ricevitore che ne protegge il segreto. Il film anticipa molte commedie sportive fondate su un vantaggio impossibile.
Curiosità
La storia originale di Valentine Davies e Shirley W. Smith ottenne una candidatura all’Oscar. Il film ebbe anche un adattamento radiofonico con Ray Milland.
Prima che gli effetti speciali dominassero il fantastico, bastava una sola idea impossibile per mettere in moto un intero film.
La sostanza di It Happens Every Spring non serve a mostrare meraviglie, ma a cambiare una regola condivisa. Da quel momento ogni partita, amicizia e promessa sentimentale viene riscritta dalle conseguenze comiche dell’invenzione.
La mia amica Irma
My Friend IrmaLa storia
La pragmatica Jane divide l’appartamento con Irma, una giovane affettuosa e disastrosamente ingenua. I rispettivi fidanzati complicano ogni cosa: Al vive di espedienti, mentre il cantante Steve potrebbe diventare una star. L’arrivo di un nuovo e incontrollabile compagno trasforma la vicenda sentimentale in una vetrina per una coppia comica destinata a diventare celebre.
Perché è stato dimenticato
Il film è ricordato soprattutto come esordio cinematografico di Dean Martin e Jerry Lewis, ma proprio questo ha oscurato la sua identità originaria. Era l’adattamento di una popolare commedia radiofonica centrata su Irma, mentre il duo occupa ancora uno spazio laterale rispetto ai film successivi.
Perché merita di essere riscoperto
È un documento prezioso del momento in cui Martin e Lewis trasferiscono al cinema l’energia costruita nei nightclub. La loro formula non è ancora irrigidita: Martin non è soltanto la spalla elegante e Lewis non ha ancora esasperato del tutto il personaggio infantile. Marie Wilson, però, resta il vero centro comico ed emotivo del racconto.
Curiosità
Il successo portò rapidamente al seguito My Friend Irma Goes West. Martin e Lewis sarebbero diventati in pochi anni una delle coppie più redditizie della Paramount.
L’ispettore generale
The Inspector GeneralLa storia
Georgi, assistente analfabeta di un venditore ambulante senza scrupoli, arriva in una cittadina dominata da funzionari corrotti. Scambiato per l’ispettore generale mandato dallo zar, viene coperto di attenzioni, denaro e tentativi di corruzione. La sua innocenza involontaria diventa così una minaccia per l’intero sistema locale.
Perché è stato dimenticato
Danny Kaye non occupa più lo spazio che ebbe nella cultura popolare del dopoguerra, soprattutto fuori dagli Stati Uniti. Il film è inoltre una trasformazione molto libera di Gogol’, più vicina al musical comico hollywoodiano che alla satira russa, e per questo è rimasto in una terra di nessuno tra adattamento letterario e veicolo per una star.
Perché merita di essere riscoperto
Kaye alterna balbuzie, accelerazioni verbali, numeri musicali e improvvise aperture sentimentali. La vicenda funziona perché Georgi non è un truffatore: sono i corrotti a costruire l’equivoco e a incriminarsi da soli. Walter Slezak offre un antagonista viscido e divertente, mentre Henry Koster tiene insieme fiaba, spettacolo e satira amministrativa.
Curiosità
La partitura e le canzoni coinvolsero Sylvia Fine, moglie e principale collaboratrice artistica di Danny Kaye. Il film è entrato nel pubblico dominio negli Stati Uniti.
Un decennio molto meno distante di quanto sembri
Questi film parlano di reputazioni costruite, identità pubbliche fasulle, propaganda, celebrità, desiderio, opportunismo politico e paura dello scandalo. A separarci dagli anni Quaranta sono soprattutto gli abiti, le automobili e alcune convenzioni narrative: i meccanismi sociali che alimentano la comicità sono rimasti sorprendentemente simili.
Riscoprirli significa anche ampliare l’immagine del cinema classico. Accanto ai pochi titoli riproposti continuamente esiste una produzione ricchissima, affidata a sceneggiatori, caratteristi e registi capaci di costruire opere popolari senza rinunciare alla precisione formale. La memoria del cinema non è un elenco chiuso: cambia ogni volta che un film torna a essere visto.
