Il comedy conquista gli Emmy 2026
La horror-comedy Widow’s Bay conquista 14 statuette e stabilisce un nuovo record. Jean Smart entra ancora di più nella storia con Hacks, mentre Michael J. Fox riceve il Bob Hope Humanitarian Award. Agli Emmy 2026 la comedy cambia forma, ma resta al centro della televisione americana.
Se gli Emmy servono anche a fotografare lo stato della televisione americana, l’immagine uscita dalla 78ª edizione è piuttosto nitida: la comedy continua ad allargare i propri confini. Può diventare horror, mescolarsi al dramma, allontanarsi dalla struttura tradizionale della sitcom e continuare comunque a essere uno dei territori nei quali la televisione sperimenta di più.
La grande protagonista della cerimonia del 14 settembre è stata Widow’s Bay, horror-comedy di Apple TV ambientata in una comunità insulare del New England alle prese con fenomeni inspiegabili. Sei premi durante la serata principale, che sommati agli otto Creative Arts Emmy già conquistati portano il totale a 14 Emmy: nuovo record per una comedy in una singola edizione, superando i 13 ottenuti da The Studio nel 2025. Lo conferma il riepilogo ufficiale della Television Academy .
L’isola che ha conquistato gli Emmy
Widow’s Bay ha quasi fatto cappotto nelle principali categorie comedy. È stata proclamata Outstanding Comedy Series; Matthew Rhys ha vinto come miglior attore protagonista, Kate O’Flynn come attrice non protagonista e Stephen Root come attore non protagonista. Katie Dippold ha conquistato l’Emmy per la sceneggiatura dell’episodio Welcome to Widow’s Bay!, mentre Hiro Murai quello per la regia dello stesso episodio.
Murai è diventato inoltre il primo regista asiatico a vincere l’Emmy per la regia di una comedy. Ai Creative Arts Emmy era già arrivato il premio a Betty Gilpin come miglior guest actress, insieme a sette riconoscimenti tecnici.
- Comedy Series: Widow’s Bay
- Lead Actor: Matthew Rhys – Widow’s Bay
- Lead Actress: Jean Smart – Hacks
- Supporting Actor: Stephen Root – Widow’s Bay
- Supporting Actress: Kate O’Flynn – Widow’s Bay
- Directing: Hiro Murai – Widow’s Bay
- Writing: Katie Dippold – Widow’s Bay
- Guest Actor: Rob Reiner – The Bear
- Guest Actress: Betty Gilpin – Widow’s Bay
Il dato più interessante, al di là del record, è proprio la natura della serie vincitrice. Definire Widow’s Bay semplicemente una “commedia” significa ormai usare la categoria Emmy in un’accezione molto più larga di quella con cui per decenni si è identificata la sitcom americana. La comedy più premiata dell’anno è una storia che usa esplicitamente i codici dell’horror.
Jean Smart, cinque stagioni e cinque vittorie
L’unico grande premio interpretativo sfuggito a Widow’s Bay è probabilmente anche quello dal maggiore peso storico. Jean Smart ha vinto come miglior attrice protagonista in una comedy per Hacks.
È il quinto Emmy conquistato da Smart per il personaggio di Deborah Vance: ha vinto in ogni stagione di Hacks in cui era eleggibile. Con il premio del 2026 raggiunge inoltre quota otto Emmy per la recitazione, eguagliando il primato detenuto da Julia Louis-Dreyfus e Cloris Leachman e raggiunto nella stessa serata anche da Allison Janney.
È una conclusione quasi perfetta per Hacks, arrivata alla quinta e ultima stagione: una serie che ha costruito gran parte della propria identità proprio interrogandosi sul mestiere del comico, sul rapporto con il pubblico e sulla possibilità di continuare a far ridere quando cambiano generazioni, linguaggi e sensibilità.
Matthew Rhys fa la storia due volte
Anche Matthew Rhys ha trasformato la serata in un piccolo pezzo di storia degli Emmy. Dopo il premio per Widow’s Bay, ha vinto anche come protagonista di una limited series per The Beast in Me: è il primo interprete a conquistare due Emmy come protagonista nello stesso anno.
Grazie al precedente successo per The Americans, Rhys è inoltre il primo attore ad aver vinto come protagonista nelle tre grandi categorie di recitazione televisiva: drama, comedy e limited series. Stephen Root ha stabilito un altro primato diventando, con Widow’s Bay, il vincitore più anziano nella storia della categoria Supporting Actor in a Comedy Series, superando Henry Winkler.
Da The Bear a Widow’s Bay: quanto è larga una comedy?
Anche i Creative Arts Emmy raccontano un territorio sempre meno facile da delimitare. Betty Gilpin ha vinto come guest actress per Widow’s Bay, mentre Rob Reiner ha ricevuto postumo l’Emmy come guest actor per The Bear. Nella stessa categoria era candidato anche Michael J. Fox per Shrinking.
Fra Widow’s Bay, Hacks e The Bear, tre delle comedy centrali di questi Emmy hanno pochissimo in comune con l’idea tradizionale di sitcom. Una gioca con l’horror, una racconta il mestiere stesso della comicità e una ha continuamente messo in discussione il confine fra commedia e dramma.
Forse il risultato più interessante degli Emmy 2026 non è allora soltanto sapere chi abbia vinto. È osservare quanto sia diventato difficile stabilire che cosa debba essere una comedy per essere chiamata comedy.
Michael J. Fox, il premio che va oltre la televisione
Uno dei momenti più significativi della serata è arrivato fuori dalla competizione. Michael J. Fox ha ricevuto il Bob Hope Humanitarian Award, il riconoscimento assegnato dalla Television Academy e dalla Bob & Dolores Hope Foundation alle personalità dell’industria televisiva il cui impegno filantropico abbia prodotto un impatto duraturo sulla società. A consegnarglielo è stata Julianna Margulies.
Per Fox significa aggiungere un riconoscimento particolare a una storia profondamente intrecciata con gli Emmy. Ne ha vinti cinque come interprete: tre consecutivi per Alex P. Keaton in Casa Keaton, uno per Spin City e uno come guest actor in Rescue Me. Nel 2026 era tornato fra i candidati grazie alla partecipazione a Shrinking.
Ma il Bob Hope Award riguarda soprattutto ciò che è accaduto dopo la diagnosi di Parkinson, resa pubblica nel 1998. Nel 2000 Fox ha fondato The Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research, diventata il maggiore finanziatore non profit della ricerca sul Parkinson al mondo e arrivata, secondo la Television Academy, a sostenere oltre 3 miliardi di dollari di programmi di ricerca. La Television Academy ha motivato qui l’assegnazione del premio .
C’è qualcosa di particolarmente appropriato nel fatto che sia proprio un premio intitolato a Bob Hope a riconoscere questa parte della vita di Fox. La comedy americana incontra qui qualcosa che va molto oltre la comedy: la capacità di trasformare una notorietà costruita sullo spettacolo in uno strumento di ricerca, sensibilizzazione e raccolta fondi.
Una comedy sempre meno facile da definire
Gli Emmy 2026 hanno così celebrato due storie molto diverse della commedia americana. Da una parte Widow’s Bay, che sposta ancora un po’ più avanti la frontiera di ciò che può essere definito comedy. Dall’altra Michael J. Fox, uno dei volti che quella commedia televisiva ha contribuito a definirla quarant’anni fa.
In mezzo c’è Jean Smart: otto Emmy e cinque stagioni di Hacks a ricordare che, qualsiasi forma assuma la comedy, alla fine resta sempre la stessa difficile questione: riuscire a far ridere.
