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Mel Brooks a 100 anni: perché la sua comicità è ancora una cosa serissima

Mel Brooks in una scena del film Alta tensione
Mel Brooks in Alta tensione (1977). Immagine da Wikimedia Commons, pubblico dominio negli Stati Uniti.

Mel Brooks ha compiuto 100 anni il 28 giugno 2026 e l’America ha scelto di celebrarlo nel modo più brooksiano possibile: ridendo. Per l’occasione, l’American Film Institute ha proclamato Mezzogiorno e mezzo di fuoco il film più divertente di sempre, trasformando il centenario del regista in qualcosa di più di una ricorrenza: una piccola, clamorosa correzione di prospettiva.

Non è un dettaglio da cinefili. È un riconoscimento culturale. Perché Blazing Saddles, titolo originale del film, non è semplicemente una parodia del western: è una demolizione sistematica del mito americano, del razzismo, della retorica della frontiera e dell’ipocrisia con cui il cinema classico aveva spesso raccontato l’eroismo.

“Brooks non sdrammatizza il male: lo degrada. Gli toglie uniforme, posa e solennità.”

Ridurre Brooks al “maestro della parodia” è quasi fargli un torto. La sua comicità non si limita a prendere in giro i generi cinematografici: prende in giro il potere. I nazisti, i razzisti, i produttori senza scrupoli, gli scienziati pazzi, i politici da operetta, i codici della virilità, il buon gusto e perfino la Storia con la S maiuscola vengono trascinati sul palcoscenico e costretti a diventare ridicoli.

La pernacchia come arma culturale

In Per favore, non toccate le vecchiette, Hitler diventa il centro di un musical talmente grottesco da trasformare l’orrore in farsa. In Mezzogiorno e mezzo di fuoco, il razzismo viene smontato mostrandone l’assurdità infantile. In Frankenstein Junior, l’immaginario gotico della Universal diventa una macchina comica perfetta, costruita con una precisione quasi filologica.

Brooks non dissacra perché non ama ciò che racconta. Al contrario: conosce benissimo i generi che prende di mira. Li ama, li studia, li ricostruisce con cura, e solo a quel punto li fa esplodere. È questa la differenza tra parodia e semplice presa in giro: la parodia vera richiede competenza, memoria, senso del ritmo e rispetto per il materiale originale.

“La gag, in Brooks, non è una decorazione. È una forma di critica.”

Perché Brooks è ancora attuale

A cent’anni, Mel Brooks resta più contemporaneo di molti autori contemporanei perché non ha mai confuso la satira con la posa morale. Non predica: organizza trappole comiche. Non spiega al pubblico cosa deve pensare: lo mette davanti al ridicolo di ciò che troppo spesso viene preso sul serio.

La sua comicità non chiede il permesso, ma non è mai casuale. È costruita. È musicale. È teatrale. È ebraica, americana, televisiva, cinematografica, popolare e colta nello stesso momento. Viene dal vaudeville, dalla radio, dalla televisione dal vivo, dalla cultura yiddish, dal cinema muto, dalla screwball comedy e dalla tradizione dello sketch. Ma arriva ancora oggi con una forza sorprendente.

Il nuovo omaggio dell’AFI è significativo anche per un altro motivo: Brooks è l’unico autore con tre film tra i primi quindici titoli comici celebrati dall’istituto americano. Accanto a Mezzogiorno e mezzo di fuoco compaiono infatti Per favore, non toccate le vecchiette e Frankenstein Junior. Non è solo una questione di battute memorabili. È la prova che la sua idea di comicità ha resistito al tempo meglio di molte forme di serietà.

Il mondo salvato dai comici

Il punto centrale è proprio questo: Brooks non usa la comicità per evadere dalla Storia, ma per entrarci di traverso. Con una smorfia, una canzone sbagliata, un accento improbabile, una gag fisica, una battuta oscena, una rottura della quarta parete. Il suo cinema ricorda che il potere teme il ridicolo perché il ridicolo è irreversibile: una volta che un tiranno è diventato una barzelletta, non torna più davvero solenne.

Per questo il centenario di Mel Brooks non è soltanto il compleanno di un grande regista. È un promemoria. La comicità può essere memoria storica, critica politica, linguaggio popolare e cultura alta nello stesso momento.

E sì: può farlo anche con una pernacchia.

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